giovedì 26 agosto 2010

Due bicchieri d'acqua prima dei pasti facilitano il dimagrimento


Secondo i ricercatori della Virginia Tech di Blacksburg, con a capo Brenda Davy, bevendo due bicchieri d’acqua prima di pranzo si riduce la quantità di calorie introdotte con i cibi.

Pertanto, coloro che sono a dieta e bevono acqua prima di mettersi a tavola dimagriscono con più facilità arrivando e perderne anche fino a 2,2 chili in più, nel giro di 12 settimane, rispetto a chi non lo fa.

Lo studio si è concentrato su 48 persone di età compresa tra i 55 e i 75 anni, tutte a dieta ipocalorica.

Brenda Davy dichiara «E’ la prima volta che si dimostra con uno studio clinico come l’aumento del consumo d’acqua rappresenti una valida strategia per perdere peso».

Lo stesso gruppo di scienziati, aveva già dimostrato che le persone di mezz’età che bevono due bicchieri d’acqua prima dei pasti introducevano con il cibo dalle 75 alle 90 calorie in meno.

La spiegazione sarebbe che questo determina la sazietà e fa mangiare meno. Inoltre con una dieta ricca di verdure e fibre è possibile l'accelerazione del transito intestinale, cosa positiva per coloro che vogliono dimagrire.

domenica 25 luglio 2010

Si può viaggiare anche nell'intestino


Da oggi è possibile, anche il viaggio al centro dell’intestino. E delle sue patologie, come ulcere e tumori, passando per debilitanti emoragie.

Una vera e propria endoscopia senza tubi, capace di arrivare anche nei tratti irrangiungibili dell’intestino.

La notizia è stata pubblicata su Scientific American 1, ad opera di Paolo Dario e Arianna Menciassi, professori di robotica biomedica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, descrive l’arrivo prossimo venturo delle videocapsule di nuova generazione, con tanto di ‘zampe’, zoom e strumenti vari, guidate da telecomando wifi.

Studiati per ora negli animali, questi minirobot potrebbero essere presto pronti per le applicazioni umane.

Il vantaggio, rispetto al transito ‘passivo’ della videocapsula, è che possono essere guidati fino a esplorare esattamente le aree che interessano il medico.

lunedì 5 luglio 2010

Troppo fruttosio causa l'ipertensione


Consumare molto fruttosio espone le persone al rischio ipertensione.

A dirlo lo studio condotto dalla dottoressa Diana Jalal e da alcuni suoi colleghi del Denver Health Sciences Center dell’Università del Colorado.

Secondo gli studiosi, che hanno preso in esame i dati raccolti nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey 2003-2006, ingerendo ogni giorno 74 grammi di fruttosio, si elevava del 26 per cento il rischio di superare i 135/85 mmHg di pressione arteriosa, del 30 per cento i 140/90 mmHg e del 77 per cento i 160/100 mmHg.

L’ipertensione, è una patologia molto diffusa nei paesi occidentali, ed è uno dei principali fattori di rischio per le malattie renali e cardiovascolari.

I ricercatori avvertono che esiste un legame molto stretto fra il maggiore consumo di zucchero, usato per dolcificare e un’ampia varietà di cibi preparati industrialmente come succhi di frutta, soft drink, prodotti dolciari e caramelle, e l’esponenziale aumento dei casi di ipertensione.

Analizzando lo stato di salute di 4.528 adulti statunitensi di età superiore ai 18 anni, soggetti che non hanno mai sofferto di ipertensione, gli scienziati hanno cosi spiegato "Le indicazioni ottenute grazie al nostro studio, che hanno pubblicato i risultati dello studio sul Journal of the American Society Nephrology (JASN) - per quanto interessanti necessitano di ulteriori approfondimenti, mediante l’esecuzione di trial clinici prospettici randomizzati”.

sabato 26 giugno 2010

Il melone gustoso e antistress


Grazie a uno studio coordinato dal dott. Jean-Paul Lallès dell’Istituto Nazionale Francese per la ricerca agricola (INRA) e successivamente apparso sulle pagine della rivista “Nutrition”, è emerso che mangiare una bella fetta di melone, aiuta a combattere stress e tensioni quotidiane.

Ebbene sì, gli antiossidanti superossido dismutasi enzimatici (SOD) contenuti nel melone sono in grado di ridurre significativamente l’accumulo intestinale delle proteine dello stress.

Il dott. Lallès e i colleghi durante la loro sperimentazione, hanno tenuto 36 maialini a stecchetto per due giorni, per poi suddividerli in tre gruppi.

Nelle tre settimane successive tutti gli animali sono stati nutriti con una dieta standard, ma due gruppi su tre hanno ricevuto un’integrazione di antiossidanti SOD.

Gli studiosi, si sono così accorti che gli SOD aumentavano in rapporto direttamente proporzionale al consumo di melone, ed erano in grado di abbassare i livelli di proteine dello stress nell’intestino.


“Il tratto gastrointestinale (GIT) - ha spiegato Jean-Paul Lallès - rappresenta una barriera per impedire il passaggio di potenziali microrganismi nocivi o sostanze tossiche nella circolazione portale; quindi, la sua tutela nei confronti delle proteine dello stress è di estrema importanza per quanto riguarda l’esposizione permanente a tali aggressori”.

Dunque soprattutto in estate cosa c'e di meglio di una bella fetta di melone?
C’è chi lo accompagna con fette di prosciutto crudo, chi col gelato, chi lo gusta insieme ad altre verdure o frutta. A ogni modo, qualunque siano i gusti con il melone oltre a soddisfare il palato ci si protegge anche dallo stress.

sabato 19 giugno 2010

L'obesità mette a rischio il sesso, soprattutto per le donne


Da uno studio condotto dall'Institut National de la Santé (INSERM) di Parigi, e diretto dalla professoressa Nathalie Bajos, l’obesità, oltre ad essere nemica della propria salute, lo è anche per il sesso, quindi occhio specialmente per le donne.

In particolare, per poter giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno studiato circa 12mila soggetti di ambo i sessi, tra i 18 e 69 anni. Esaminando così il rapporto tra Imc (l'indice di massa corporea) e attività sessuale, come quello tra Imc e salute sessuale.

Ebbene dai risultati ottenuti è emerso che l'obesità riduce, oltre alla possibilità di trovare un patner, anche al piacere a letto.

Infatti si è scoperto che le donne con un indice di massa corporeo superiore a 30 avevano il 30% di rapporti in meno rispetto alle coetanee in forma. E ancora, cosa più preoccupante, risultavano meno propense ad avere rapporti sicuri e quindi a contrarre gravidanze indesiderate.


Gli uomini, invece, avevano gli stessi problemi: avevano difficoltà nel trovare una compagna e soprattutto, nella maggior parte dei casi, si ritrovavano a combattere con la disfunzione erettile. Quindi addio piacere sessuale e largo ai problemi di salute, in primis malattie cardiovascolari e diabete.

In Italia si registra un 35% di popolazione in sovrappeso e un 10% obesa, con prevalenza nelle donne e nel meridione. Numeri preoccupanti ma che soprattutto portano molti problemi circa la salute sessuale.

martedì 15 giugno 2010

Come abbronzarsi mangiando


Per avere una bella tintarella bisogna assumere tanta frutta e in particolare carote e cibi ricchi di vitamina A, inoltre, la Coldiretti fa di più, comunica una classifica dei top ten alimenti da dietra abbronzante, per coloro che restano in città durante il periodo estivo e che non vogliono rinunciare ad un colorito perfetto.


Grazie ad una ricerca, presentata sabato scorso, all’Auditorium Parco della musica di Roma, con l’obiettivo di far conoscere le proprietà dei prodotti estivi che aiutano l’abbronzatura in modo naturale, la Coldiretti è riuscita a stilare questa classifica.

Ebbene, la carota contiene la bellezza di 1200 microgrammi di vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Seguono il radicchio e gli spinaci con 500-600 microgrammi di vitamina A.

Poi ci sono le albicocche (350-500), cicoria e lattuga (220-260), melone giallo e sedano (200), peperoni, (100-150) pomodoro (50-100), pesche gialle (100), cocomeri, fragole e ciliegie (30-50).

Chiaramente è doveroso esporsi ai raggi UV con criterio, facendo uso di creme abbronzanti protettive di qualità, e di evitare di stare troppo al sole in particolar modo tra le 11 e le 15.

giovedì 10 giugno 2010

Puntatori laser possono causare danni permanenti alla vista


Il 'British Medical Journal' e la BBC news, hanno riportato un articolo che parla di un ragazzino che per gioco si è diretto verso gli occhi un laser verde di un puntatore acquistato su Internet, causandosi dei danni da esposizione agli occhi.


Questo caso è stato reso noto dai medici del Royal Liverpool Hospital e del Manchester Eye Hospital, che hanno seguito l'adolescente nelle cure, con la speranza di guarilo o di limitargli il danno.

Infatti in seguito ai vari trattamenti la situazione è migliorata ma i sui occhi sono stati danneggiati in modo permanente. Non si esclude il rischio che le macchie scure (scotomi) sviluppatesi nel suo campo visivo possano allargarsi compromettendo la vista.

Il dott. Kimia Ziahosseini commenta: "Anche se la sua vista è ora tornata alla normalità, potrebbe sviluppare problemi più in là negli anni, come conseguenza del danno alla retina".

I medici dopo quanto accaduto, avvertono che dovrebbero essere venduti solo puntatori con potenza inferiore a 1 milliwatt, che fino ad ora non hanno causato problemi, e dovrebbero questi contenere sufficienti informazioni sul loro uso sicuro.

Dal Royal National Institute of Blind People, arriva anche la notizia che i puntatori, comprati su internet, sono ancora più pericolosi.

La raccomandazione è, dunque, quella di usare questi attrezzi con prudenza e di non giocarci, perchè i danni che possono provocare alla vista sono davvero seri e invalidanti.

Archivio blog