Salute materna e infantile, l’Iss: meno fumo e alcol in gravidanza ma preoccupa l’uso precoce di smartphone e tablet
Le future mamme italiane sono oggi più attente alla salute propria e dei figli rispetto al passato. Cala infatti il consumo di sigarette e alcol durante la gravidanza, segnale di una crescente consapevolezza sui rischi per il bambino nei primi mille giorni di vita. Restano però ancora alcune criticità importanti, dall’utilizzo non corretto dell’acido folico fino all’esposizione sempre più precoce dei bambini a smartphone, tablet e televisione.
È quanto emerge dalla nuova indagine del Sistema di sorveglianza 0-2 anni, promossa dal Ministero della Salute e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con le Regioni italiane.
Sempre meno fumo e alcol durante la gravidanza
Secondo i dati raccolti, solo il 5,5% delle donne dichiara di aver fumato durante la gravidanza. Un dato incoraggiante, anche se persistono differenze territoriali significative: si passa dal 3,2% della Provincia autonoma di Bolzano al 7,9% registrato nel Lazio.
Più diffuso invece il fumo passivo: quasi una donna su tre riferisce che il partner o altri conviventi fumavano in casa durante la gravidanza.
Anche sul fronte dell’alcol emerge una tendenza positiva. La maggior parte delle future mamme dichiara di essersi completamente astenuta dal consumo di bevande alcoliche. Solo il 7,4% ammette un consumo occasionale, mentre quote molto più basse riferiscono assunzioni frequenti.
Acido folico: molte lo assumono, poche correttamente
Tra i dati che preoccupano gli esperti vi è quello relativo all’acido folico, fondamentale per prevenire malformazioni congenite.
Sebbene il 93,2% delle donne dichiari di averlo assunto, solo il 35,4% lo ha fatto seguendo correttamente tempi e modalità raccomandate dai medici. Un dato che evidenzia la necessità di rafforzare informazione e prevenzione.
Bambini davanti agli schermi già nei primi mesi di vita
Uno degli aspetti più delicati emersi dall’indagine riguarda l’uso precoce di dispositivi elettronici.
Il 14,6% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi trascorre già del tempo davanti a televisori, smartphone, tablet o computer. In molti casi si tratta di meno di un’ora al giorno, ma una parte dei piccoli supera già una o due ore quotidiane.
L’esposizione aumenta rapidamente con l’età e mostra forti differenze regionali: tra gli 11 e i 15 mesi, la quota di bambini che passa almeno una o due ore al giorno davanti a uno schermo varia dal 5% del Veneto fino al 36,5% della Sicilia.
Allattamento e congedi: il Sud resta indietro
L’indagine evidenzia inoltre che il 48,2% dei bambini tra i 2 e i 3 mesi viene allattato esclusivamente al seno. Anche in questo caso emergono differenze territoriali, con percentuali generalmente più basse nel Mezzogiorno.
Sul fronte del sostegno alla genitorialità, poco più della metà delle madri riferisce che il padre abbia usufruito dei dieci giorni di congedo paterno previsti dalla legge, segno che la misura non è ancora pienamente radicata nella cultura lavorativa italiana.
Vaccini pediatrici, fiducia ancora alta
Resta elevata la fiducia nelle vaccinazioni pediatriche: il 74,4% delle madri dichiara di voler aderire a tutte le vaccinazioni previste dal calendario vaccinale.
Tuttavia, una quota significativa, pari al 21,2%, afferma di voler effettuare soltanto quelle obbligatorie, confermando la presenza di una fascia ancora dubbiosa sul tema.
L’indagine dell’Iss restituisce così una fotografia articolata della maternità e della prima infanzia in Italia: da un lato maggiore attenzione alla salute e alla prevenzione, dall’altro nuove sfide educative e sanitarie legate agli stili di vita moderni e alle disuguaglianze territoriali.






